lunedì 9 marzo 2009

Il cemento delle responsabilità

Cemento sì. Cemento no.
Siamo sempre lì. In Italia non è possibile fare normative per semplificare l'apparato burocratico perché non siamo capaci di punire gli abusi.
E' il caso della norma proposta da Berlusconi sulla liberalizzazione degli ampliamenti edilizi: il PD la boccia perché significa cementificare l'Italia.
Con il segno opposto, non passa la proposta di Franceschini sull'assegno di disoccupazione: il PDL la boccia perché significa incoraggiare al lavoro nero e alla frode.
Così siamo tutti cementati dalla mancanza di buona fede prima, controlli poi, giustizia infine.
L'unica liberalizzazione proposta sinora dal governo è criticabilissima nel merito (inutile parlare di conflitto di interessi, tanto non fa notizia), ma non sposta di un millimetro il punto della questione: siamo ancora una volta costretti a scegliere tra burocrazia e cementificazione, tra mancanza di protezione sociale e ruberie legalizzate.

lunedì 2 marzo 2009

OT: Parlare di cosa o di come?

Chiedo scusa per l'OT, ma spesso ritorno a sentir dire che bisogna rivedere le priorità, le agende, e cose del genere.
Mi permetto di dissentire. A mio avviso, il problema è proprio qui. Stabiliamo priorità ma non facciamo. Le priorità (purtroppo o per fortuna) non le fanno i partiti, ma le circostanze e, a volte, l'opinione pubblica. Mi rendo conto che questo può essere discutibile e che i partiti hanno un valore di proposta sull'opinione pubblica.
Se l'opinione pubblica ritiene (a torto o a ragione) che la sicurezza sia prioritaria, al bisogno di sicurezza bisogna rispondere con proposte che agiscano su quel piano. Dire che la colpa è della scuola e che quindi bisogna aumentare le risorse alla scuola non serve; possiamo pensarlo, con qualche fondamento, ma non serve. Il benaltrismo non ha successo ed è controproducente.
A mio avviso si possono modificare le priorità nella pubblica discussione (non essendo proprietari di 6 televisioni) solo se le proposte di merito sono davvero incisive; l'intervento di Franceschini di questi giorni sull'assegno per i disoccupati, anche precari, si pone all'attenzione dell'opinione pubblica perchè non è un generico richiamo alla priorità di far fronte al precariato, ma una risposta concreta, innovativa e incisiva, che risponde a dei bisogni che le persone riconoscono come propri.
Proprio per restare sull'esempio Franceschini, invece di dire che dobbiamo combattere l'evasione (enunciazione di priorità), doveva dire (soluzione): incrementiamo gli agenti di GdF in servizio operativo e i funzionari dell'Agenzia delle Entrate addetti ai controlli; con 100 milioni di € all'anno recuperiamo il 10% di evasione fiscale. Dei 10 Miliardi di € che rientrano, con 3 riduciamo da subito le imposte per le imprese e i liberi professionisti e con 7 facciamo gli assegni per i disoccupati.
Vogliamo farla più cruda? Poteva dire: facciamo le elezioni e il referendum nello stesso giorno, con 400 Milioni di € copriamo per 4 anni il costo di 1000 addetti ai controlli tra GdF e Agenzia delle Entrate con cui possiamo recuperare almeno il 10% dell'evasione fiscale. E poi la chicca finale: il Governo non dà gli assegni ai disoccupati solo per far fallire un'iniziativa democrativa come il referendum.
Resto quindi del mio avviso, per cui nasce questo blog: si facciano proposte - chiare, concrete - e le si portino avanti.
L'agenda cambia se cambia l'Italia.

P.S.: Ovviamente, se invece di 3 e 7 fossero 5 e 5 la sostanza non cambierebbe. Vale il messaggio, più delle lire. Per lo stesso motivo, è chiaro che non basta mettere in campo anche 1000 agenti in più per recuperare una quota consistente di evasione; ma le persone danno giustamente per scontato che il legislatore saprà intervenire dare gli strumenti necessari e per organizzare le forze dell'ordine in modo da ottenere i risultati sperati.