giovedì 19 febbraio 2009

Giustizia. L'organizzazione della giustizia e i codici di procedura civile e penale.

Cominciamo con uno degli argomenti più spinosi. Non intendo parlare dei recenti fatti di cronaca, che pure animano l'agenda mediatica di questi giorni.
Però il Partito Democratico è consapevole che la giustizia è la terza colonna portante della sicurezza dei cittadini, insieme alle iniziative di prevenzione e alla gestione dell'ordine pubblico.
Per il Partito Democratico, la riforma della giustizia inizia da una pesante riforma del Codice di Procedura Penale e del Codice di Procedura Civile.
Bisogna ripensarli. Semplicemente. Non dobbiamo garantire la giustizia divina, ma una giustizia umanamente possibile.

Obiettivo

Ridurre del 75% la durata media dei processi civili e penali in tre anni per i processi avviati dopo la riforma e rendere in 7 anni l'Italia, tra i grandi paesi d'Europa, quello con il minor numero di processi arretrati.
Le persone devono verificare che se ritengono di aver subito un torto o di essere state vittime di un crimine, lo Stato, in tempi rapidi, fornirà un giudizio che impegna la responsabilità del magistrato che lo emette.

Interventi

  1. Eliminare tutte le norme che dilatano il processo senza apportare novità all'accertamento dei fatti. Tra queste norme, quelle che hanno un vero ruolo di garanzia e difendono l'imputato da arbìtri nel processo, devono essere agibili dopo la sentenza di primo grado.
  2. La pena diventa esecutiva dopo il primo grado di giudizio.
  3. Il passaggio ad un successivo grado di giudizio è ammesso solo se, in base ad una sentenza della magistratura di revisione, emergono nuovi fatti non considerati nel primo grado o se si accerta che siano state violate delle norme di garanzia. In tale caso, chi ha violato le norme o ha commesso negligenze nel valutare i fatti deve avere delle sanzioni.
  4. I membri della magistratura inquirente, giudicante e di revisione hanno carriere separate e il CSM, con il Presidente della Repubblica, garantisce dell'insieme dell'amministrazione della giustizia, nell'indipendenza dal potere politico.
  5. Pesante riorganizzazione e informatizzazione della macchina della giustizia,
    • semplificando tutte le norme burocratiche e la redazione degli atti amministrativi (eliminando anche potenziali fonti di errore)
    • verificando a livello centrale la gestione delle scadenze per apportare i correttivi necessari sia su singole istanze che in termini di pianificazione generale delle necessità della giustizia (dai giudici alle carceri)
I punti qui sopra possono valere sostanzialmente sia nel processo penale che nel civile.

In altri post avremo modo di parlare di sistema carcerario, di metodi di indagine, di colletti bianchi ed in generale di sicurezza.

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