mercoledì 18 febbraio 2009

Scendo in campo

Dirò qualche altra cosa, via via, sul titolo di questo Blog.
Scendo in campo io, come scese in campo a suo tempo Qualcun altro. Come dovremmo fare tutti.
Scendo in campo, intanto, con la parola ed il confronto, perché questo Paese dobbiamo costruirlo, farlo crescere, e soprattutto amarlo. Amarne le persone; perché si amano le persone, non la gente.
Basta.
Oggi è il giorno in cui chi ha manifestato il suo interesse, il suo apprezzamento, per l'esperienza di un partito, il Partito Democratico, si sente come chi è appena un passo al di qua di un confine sinora invalicato, al di là del quale c'è l'ignoto.
Io sono tra loro.
Dal bordo di quel confine voglio dire la mia ed è questa: non sarà tanto importante chi sarà il prossimo Segretario del PD ma come sarà indicato.
Ci vogliono delle primarie vere, con candidati veri e nuovi. Il gruppo dirigente attuale si limiti ad amministrare il percorso verso questo evento e poi si faccia da parte. Non mancherà tra loro chi potrà ancora servire il suo Paese nella politica o al governo o nella società civile, ma per quanto riguarda il servizio al partito, grazie, abbiamo già dato.
Una parola sul partito che dovrà essere, che forse è nella mente di qualcuno, forse di molti di noi.
Un partito chiamato non a rappresentare una parte. Dopo la fine delle ideologie, i partiti devono offrire dei modelli di composizione tra i diversi interessi. La competizione elettorale porterà gli elettori a scegliere non una parte o un'altra, ma tra un progetto e un altro di vita sociale, di ricerca del bene comune, con le sue priorità, i suoi metodi e le sue linee d'azione. Ma anche su questo ritorneremo. Perché a noi tocca pensare a questo progetto, proporlo, realizzarlo.

Nessun commento:

Posta un commento