martedì 7 maggio 2019

Mobilità/3: Facciamo le cose in ordine.

Gli interventi in un Piano della Mobilità Urbana Sostenibile sono molteplici e riguardano le strade, le aree per la sosta, la segnaletica, il rapporto tra diverse forme di mobilità, l’intermodalità… Partono da un’analisi dei flussi di traffico e dalle strategie che staranno alla base del Piano Urbanistico Generale.
Si tratta però di interventi “sensibili”, che cambiano la vita dei cittadini creando nuove opportunità di spostamento ma anche nuovi ostacoli e vincoli. Si incentivano alcune forme di mobilità e si disincentivano altre, per ottenere un mix che migliori la qualità della vita, ma inevitabilmente finisce per modificare abitudini consolidate diventando potenziale fonte di malcontento.
Allora è molto importante l’ordine con cui le varie misure vengono introdotte. Ad esempio, come è stato fatto in passato, introdurre corsie preferenziali senza autobus che le percorrano rallenta e limita il traffico automobilistico senza dare nulla in cambio ai cittadini. Ci sarebbe molto da dire sulle corsie preferenziali, ma mi fermo a citarle come esempio di ordine sbagliato nel fare gli interventi.
La nostra proposta approfondisce questo tema e suggerisce un possibile ordine di priorità nell’implementazione dei vari interventi, che potrebbe essere il seguente:
  1. Abbassare il limite di velocità a 30 km/h (area entro la circonvallazione ed eventuali strade o zone esterne): creiamo il presupposto per andare a piedi o far prendere la bicicletta a chi può, in sicurezza, senza intervenire pesantemente sulla viabilità.
  2. Riorganizzare il trasporto pubblico: così com’è non va assolutamente bene; è prioritario che una città come Lecce si doti di linee che devono efficacemente consentire a più cittadini di utilizzare l’autobus per i propri spostamenti, togliendo automobili dalle strade e liberando parcheggi in aree centrali. In questo ambito devono essere previste le aree di scambio e di intermodalità tra automobili private, autobus extraurbani e linee pubbliche urbane per ridurre il traffico veicolare in entrata.
  3. Realizzare una prima serie di percorsi ciclabili e di percorsi pedonali protetti: alcuni ci sono già, ma devono essere collegati fra loro; le aree 30 aiuteranno un processo di interconnessione tra strutture differenti.
  4. Realizzare la ciclostazione presso la stazione FS: per facilitare il traffico dei pendolari; il ribaltamento della stazione faciliterà questo intervento.
  5. Campagna informativa / pubblicità progresso: per informare e incentivare ad una mobilità alternativa all’automobile.
  6. Attuare il piano della sosta e dei parcheggi: individuando aree adeguate per i residenti e privilegiando per le soste lunghe i parcheggi più esterni e in struttura e penalizzando invece, con tariffe crescenti, la sosta lunga in strada.
  7. Rafforzare ed estendere la ZTL: con meno auto in giro, i parcheggi ben regolamentati, servizi pubblici migliorati e più mobilità ciclopedonale, l’obiettivo di estendere la ZTL non solo diventa auspicabile ma quasi l’irrinunciabile fiore all’occhiello di un percorso virtuoso che ha coinvolto tutta la città in modo organico e sostenibile
  8. Completare le reti dei percorsi ciclabili e dei percorsi pedonali protetti: facciamo spiccare il volo ad una mobilità sostenibile e alternativa.
  9. Potenziare il servizio di bike-sharing: l’intervento sul bike sharing non ha secondo noi la priorità più alta, per questo è messo in coda agli altri, ma nulla vieta che si possa attuare anche nelle fasi iniziali del piano, trattandosi di un servizio in più, che, però, può dare i migliori risultati solo dopo aver creato le aree 30 ed almeno una prima rete ciclopedonale.
Ci sarebbero altri elementi degni di attenzione, anche perché il progresso fa passi avanti e dobbiamo guardare cosa succederà nei tempi che ci attendono. Ad esempio: le zone 30 possono favorire l’uso di mezzi di spostamento individuale elettrici (monopattini, segway, ecc…) nel momento in cui ne verrà regolato l’impiego da parte del ministero dei trasporti. Guardando più in là, l’introduzione di sistemi automatici di guida potrebbe creare nuove opportunità di trasporto pubblico.
Ecco perché, anche in tema di mobilità, serve alla città un pensiero lungimirante e persone in grado di cogliere il flusso della storia...

Nessun commento:

Posta un commento